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È stato definito il vero vincitore del 2020, non solo per quanto riguarda i trend italiani, ma anche a livello globale. Un risultato che certamente non lascia sbalorditi poiché conferma tutte le più rosee previsioni. Stiamo parlando dell’e-commerce che nell’anno appena trascorso ha fatto registrare un balzo in avanti probabilmente senza precedenti.

Quanto ha influito la pandemia?

Certo sono dati davvero importanti ma non inaspettati. Come ho anche detto più volte in articoli precedenti, l’aumento degli acquisti fatti sui canali online, quindi su e-commerce, è stato per molti versi la fisiologica risposta alla pandemia globale e più nello specifico ai vari lockdown. Da una parte l’impossibilità di uscire liberamente, la corsa agli approvvigionamenti di beni di prima necessità, soprattutto nelle prime settimane, dall’altra il timore del contatto e del contagio che per certi versi ci ha resi più cauti e ci ha spinto silenziosamente a popolare i mercati virtuali più sicuri e molte volte più riforniti.

Un processo condizionato dalle contingenze che non basta ad affermare il primato dell’e-commerce che anche prima dello scoppio della pandemia stava attraversando un periodo d’oro, proprio in quell’ottica di omnicanalità che porta benefici anche in ambito retail.

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L’e-commerce a portata di ogni età

Se a livello mondiale la percentuale media della popolazione tra i 16 e 64 anni che ha comprato qualcosa online nell’ultimo periodo, indipendentemente dal device utilizzato, si attesta attorno al 76%, in Italia siamo al di sopra di questa media sfiorando l’80%. “In Italia abbiamo speso il 24% in più rispetto al 2019 per quanto riguarda il macro-mondo dei consumer goods”, spendendo circa $ 619 a testa nel corso dell’anno. Sono certamente questi tra i dati più significativi a cui si aggiunge anche un andamento riguardante le fasce d’età che desta non poca curiosità.

Dividendo la popolazione in cinque fasce d’età, in un ampio range che va dai 16 ai 64 anni di coloro che hanno fatto acquisti attraverso e-commerce, vediamo che la propensione agli acquisti online è in linea per tutte, segno anche di una inclusione e maggiore accessibilità a certi canali anche da parte dei non nativi di tali metodologie d’acquisto.

Sempre in questa ampia fascia d’età è stremante interessante registrare come il 93,7% ha visitato uno store online o un sito d’acquisto di retail, segno di positiva contaminazione e non di contrasto. Questo indipendentemente dal device utilizzato, ma anche in questo campo gli smartphone la fanno da padroni.

Le categorie che hanno maggiormente beneficiato

In questo scenario, le categorie di beni e servizi che hanno registrato una forte crescita e una importante mobilitazione di denaro, in Italia sono state senza dubbio quelle afferenti all’ambito “food” e cura della persona (+ 38,7%) e arredamento e apparecchi per la casa (+ 27,5%), seguiti da video games, fashion e beauty. Crolla naturalmente il settore viaggi e delle strutture ricettive, per il quale il report non può subire un veritiero e sano confronto con quello del 2019.

Legati in qualche modo all’ambito dell’e-commerce e degli acquisti in generali, quindi anche quelli fatti fisicamente in negozi retail, sono i dati relativi alla ricerca di brand, in quella fase che precede l’acquisto e che si concentra nella valutazione del prodotto per giungere consapevolmente a una scelta. Se a mantenere salda la testa della classifica sono le ricerche organiche, cresce però il ricorso alle recensioni e opinioni di altri consumatori ora più facilmente rintracciabili online (41,1%) e anche su portali specializzati (37,9%), così come un confronto tra consumatori che può avvenire anche sui social o sui forum dedicati. Segno, questo, di una maggiore volontà di incontro anche nella pubblica piazza virtuale.

Naturalmente i numeri da soli significano poco, è la loro analisi che può fornire le giuste indicazioni anche alle piccole e medie imprese, alle piccole attività che vedono il digitale come un allenato.

 

 

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