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La trasformazione digitale, e più in generale la tecnologia ci consentono oggi di essere iper connessi, di essere raggiungibili sempre e da chiunque senza la necessità di uscire al di fuori di aziende, uffici e negozi. Proprio in virtù di questo sembrerebbe essere messo in discussione un settore importante per la possibilità di sviluppare il proprio business: le fiere di settore.

La domanda, dunque, sorge spontanea: è ancora utile partecipare alle fiere di settore? Serve ancora investire per essere presenti nelle fiere di settore? La risposta, chiara e lapidaria è senza dubbio sì. Ma cerchiamo di analizzare qui di seguito motivazioni e alcuni aspetti.

Le fiere di settore come opportunità

Prima della svolta digital, le fiere di settore erano tra gli appuntamenti più attesi dell’anno. Le aziende lavoravano con largo anticipo e concentravano tempo ed energie per quei pochi e singoli giorni in cui tutto si sportava al di fuori delle solite mura lavorative, in un contesto ampio di condivisione. In quel caso le manifestazioni fieristiche erano viste come una delle poche occasioni per far crescere il proprio business non sono in termini di nuovi clienti, ma anche di nuovi partner.

Oggi quelle occasioni di crescita si sono moltiplicate sensibilmente ma le fiere rimangono quell’occasione di touchpoint diretto, il momento per incontrare faccia a faccia clienti, partner e anche competitor. Formare un accordo con una stretta di mano, oltre che con un segno grafico, rimane sempre quella caratteristica esclusivamente umana che sancisce il successo di un accordo e che difficilmente può essere cancellata o sostituita dal processo di acquisizione e vendita online.

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È evidente che le fiere di settore servano per incontrare i vecchi clienti, cercando ulteriormente di fidelizzarli – in questo caso il caro vecchio e amato gadget è intramontabile – ma anche per acquisirne di nuovi: nelle fiere infatti, molti avventori sperano di portare a casa un buon affare, cercando condizioni vantaggiose e fantomatici “prezzi fiera” presumibilmente irripetibili. A tutto questo dobbiamo anche aggiungere il fatto che le fiere diventano occasione unica per fare networking, incontrando persone interessate al proprio business, conoscendo partner con i quali ampliare il proprio bacino di affari.

Nelle fiere di settore, inoltre, è possibile incontrare aziende operanti nello steso campo o dell’indotto. Per molti potrebbero essere semplici competitor, ma molte volte questo aspetto è importante perché permette alle parti di scambiarsi know how, cioè conoscenze specifiche e talvolta stabilire connessioni che consentano di crescere insieme.

Fare branding partecipando alle fiere di settore

Come abbiamo detto in un contenuto precedente, costruire la propria brand identity è fondamentale. Non solo online ma anche offline. E le fiere sono un’occasione da non perdere per fare branding e incrementare la propria visibilità facendosi conoscere e migliorando la propria reputazione.

L’aspetto visivo è un elemento da non trascurare. Immaginate un grande padiglione pieno di stand di aziende differenti, tutte afferenti ad un settore specifico. Come è possibile distinguersi in quella folla? Come attirare l’attenzione di un cliente o potenziale tale? Lo stand è la vetrina, il biglietto da visita per essere notati. Scegliere posizione, palette di colori, stile di arredamento, design e claim giusti è senza dubbio ciò che può fare la differenza. Ma ricorda, lo stand attrae, ma alla fine sei tu e il tuo prodotto a dover fare colpo e portare a casa il risultato.

La brand identity in occasione di una fiera di settore serve a dare all’esterno un’immagine positiva di sé. Accogliere gli avventori all’interno del proprio stand, far conoscere prodotti e attività dell’azienda, mostrare le novità e i servizi può davvero aiutare il brand a generare interesse e feedback positivi, oltre che incrementare i referral e la fidelizzazione. In tutto questo, naturalmente è sempre bene rimanere coerenti con se stessi.

 Affidarsi al Marketing Fieristico

Anche le fiere di settore sono, in fondo, uno strumento di marketing, un canale offline che altrettanto importante su cui investire. Non a caso nei bilanci aziendali è sempre presente un budget destinano a quegli eventi fisici su cui è importante investire. Ma la partecipazione deve essere sempre pianificata a dovere affinché l’investimento possa portate i suoi frutti. In questo caso fare un’analisi sul ritorno d’investimento per conoscere in maniera analitica gli effetti a breve, medio e lungo termine della presenza in fiera è un passaggio obbligatorio.

Per questo si parla di marketing fieristico, cioè quell’insieme di strategie che possano rendere la partecipazione alla manifestazione uno strumento promozionale d’impatto ma soprattutto proficuo.  Diventa riduttivo, infatti avere uno stando bello o una brochure con una grafica accattivante se tutto questo non è integrato in un programma studiato e definito costruito sul giusto target che si vuole attrarre e su precisi obiettivi da raggiungere.

Rientrano, ad esempio, in una strategia di marketing fieristico l’organizzazione di eventi di formazione per clienti e rete di vendita all’interno della fiera, o tavole rotonde in cui potersi confrontare con i clienti su problematiche e punti di forza del prodotto per acquisire importanti feedback. È possibile anche organizzare sessioni di testing o presentazioni di anteprime, raccogliere materiale e testimonianze da poter utilizzare nel corso dell’anno e naturalmente utilizzare in modo adeguato i social per far in modo che l’evento fieristico abbia degli strascichi positivi anche nei mesi successivi.

Se stai dunque pensando di partecipare ad una fiera di settore, sappi che è la scelta giusta per il tuo business.

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