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Siamo un popolo social, anzi siamo un pianeta social. Ogni angolo della Terra – escludendone veramente pochi – è connesso, tanti punti collegati da fili invisibili che ci consentono di annullare le distanze tra le persone ma allo stesso tempo di addentrarci in un mondo che talvolta combacia con la realtà, altre volte crea distorsioni e mondi paralleli.

Se negli ultimi anni abbiamo visto la nascita e lo sviluppo di sempre nuove piattaforme social, è nel 2020 che si registra un vero e proprio boom di utenti connessi attraverso piattaforme digitali. In questo, come è facile pensare, ha giocato un ruolo importante la pandemia che ha condizionato la vita di tutti.

Prima del 2020 era impensabile l’utilizzo smodato di termini come “lockdown” o “distanziamento” e utilizzavamo i social per condividere i nostri momenti migliori della giornata, magari all’aria aperta, al ristorante, in vacanza. Durante la pandemia e i giorni interminabili della quarantena abbiamo condiviso e continuiamo a condividere i momenti di una realtà che ancora non sembra appartenerci: probabilmente saranno gli stessi contenuti di prima, ma senza dubbio l’approccio non è più lo stesso. Ora è subentrata la volontà di condividere per rimanere in contatto con il mondo e con gli altri; condividere significa restare vicini anche nella lontananza.

Digital 2021, il report di We Are Social e Hootsuite

A confermare questo trend arriva come sempre e puntuale ogni anno il report elaborato da We Are Social in collaborazione con Hootsuite. Le due realtà internazionali hanno come al solito scandagliato i comportamenti online della popolazione dell’intero Pianeta, scattando una fotografia sociale e social di un 2020 che definire eccezionale sarebbe anche riduttivo.

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Se a livello globale, su una popolazione di 7,83 miliardi di persone ad inizio 2021 in cui sono 4,66 miliardi le persone che accedono ad internet e 4,20 miliardi gli utenti delle piattaforme social, in Italia solo nel 2020 si è stato rilevato che ben 1 milione di persone si sono connesse per la prima volta a internet con un incremento del 2,2% che porta di fatto la soglia oltre i 50 milioni di utenti.

Un numero che, se accostato a quello della popolazione cioè con oltre 60 milioni di abitanti, allora diventa davvero esorbitante. Ciò significa che più della metà della popolazione è presente online in modi differenti e senza dubbio per finalità diverse che senza dubbio spaziano da quelle lavorative a quelle di puro intrattenimento e svago.

Si rivela ancor più interessante registrate l’aumento per quanto concerne la presenza su piattaforme social con oltre 2 milioni di nuovi utenti, un incremento quasi del 6% che fa raggiungere quota 41 milioni.

Quanto e come ci connettiamo

Un altro dato davvero significativo è il tempo trascorso connessi: gli italiani trascorrono circa 6 ore al giorno connessi a internet, leggermente al di sotto delle 7 ore della media globale, e nello specifico circa 2 ore sulle piattaforme social, anche in questo caso leggermente al di sotto della media giornaliera globale che si attesta attorno alle 2,5 ore. Un dato, questo che non ci lascia così perplessi se consideriamo il boom delle nuove professioni digitali degli ultimi anni in cui anche i social sono diventati un vero e proprio lavoro.

Per quanto, invece, riguarda le modalità di connessione e accesso ai social, il primato spetta ancora prepotentemente agli smartphone, strumenti onnipresenti nel 97% delle nostre vite, mentre 3 italiani su 4 utilizzano computer desktop o laptop. Inoltre si registra un importante incremento delle consolle da gioco, in un anno davvero particolare e caratterizzato da importanti lanci sul mercato, e altresì dei device per la smart home che sono diventati sempre più accessibili e alla portata di tutti. Anche sul fronte dell’ecommerce in Italia si è registrato un record in termini di vendite e di soldi spesi, ma credo che questo argomento meriti un approfondimento proprio nel prossimo articolo.

I social, i grandi protagonisti di questo anno

Oltre ad un aumento degli utenti si registra anche un considerevole aumento delle interazioni: “sono incrementate di 4 punti percentuali, infatti, le persone che dichiarano di aver partecipato attivamente al dialogo online, saltando dall’81% del 2020 all’85% registrato quest’anno”. Non più solo spettatori delle vite altrui, ma anche commentatori e attori della scena social. Se pensiamo ai numeri incalcolabili di commenti e condivisioni ai post, allora sì che comprendiamo come i social hanno dato la parola a tutti, anche a chi magari nella realtà non riesce ad esprimersi. La questa democratica interazione social al anche portato come rovescio della medaglia alla legittimazione di comportamenti e parole che vanno al di fuori degli schemi delle buone maniere e del convivere civile. Le gabbie dei leoni da tastiera son ben spalancate, purtroppo.

Tra le piattaforme social rimangono salde in cima alla classifica delle più utilizzate, YouTube, Whatsapp e Facebook, seguite a stretto giro da Instagram e Facebook Messanger, mentre si fa importante il divario con il resto della classifica dove troviamo Twitter, Skype, LinkedIn e Pinterest. Meritevoli di una menzione speciale sono la crescita esponenziale di TikTok e Telegram e l’entrata di diritto in classifica di Twich, piattaforma per il mondo del live-streaming che sta accogliendo esuli dalle monetizzazioni di YouTube e nuovi curiosi.

 

Sono tutti dati che per quanto ci facciano riflettere, sono conseguenti a un contesto fuori dalla normalità a cui eravamo abituati. La pandemia ha senza dubbio premuto sul pedale dell’acceleratore di un processo che diversamente avrebbe avuto una crescita regolare e fisiologica. Ma in fondo noi siamo il frutto dei nostri tempi e degli eventi a cui assistiamo e per quanto distorti dobbiamo prenderne coscienziosamente atto.

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