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Lo conoscete il paradosso delle società di fornitura delle società di vendita di energia ai tempi del Coronavirus? Oggi non parlerò di marketing, di vendita, di leadership, no: oggi vi racconterò un paradosso.
Come qualcuno sicuramente saprà, sono un imprenditore; sono socio di una società di fornitura di vendita di energia, e in questa società ricopro il ruolo di direttore marketing e commerciale.
E proprio di questo voglio parlarvi. Dell’equivoco di cui sono vittime le società di fornitura di energia, della situazione paradossale nella quale tutti noi fornitori ci troviamo in questo momento di emergenza sanitaria globale.

Siamo immersi in un paradosso enorme. E non è affatto bello.

La situazione è paradossale perché tutti noi fornitori di energia siamo considerati un servizio essenziale da parte dello Stato. Verissimo, perché altrimenti l’obbligo di restare a casa, che è già pesante e snervante di suo, senza energia elettrica e gas sarebbe invivibile. Quindi noi dobbiamo restare aperti (abbiamo ridotto gli uffici aperti e adottato tutte le misure necessarie) e continuare a fornire i nostri servizi ai consumatori e alla collettività. Anche se sarebbe stato meglio, per noi, restare chiusi. Perché restare aperti, per noi, significa avere relazioni con i nostri fornitori e mantenere in piedi l’intera nostra struttura. Il servizio clienti, la produzione, la fatturazione, il marketing, la contabilità sono tutti regolarmente operativi (il 90% dei quali lavorando da remoto) per poter offrire il miglior servizio possibile. Abbiamo dovuto per forza ridurre l’attività commerciale dei nostri Energy Advisor, uno dei nostri fiori all’occhiello in quanto a presenza sul territorio, ma non ci siamo fermati. Abbiamo stretto i denti e stiamo andando avanti, perché semplicemente NON possiamo fermarci perché ai fornitori finali viene addossato TUTTO il peso dell’intera filiera dell’energia. Non viene addossatta a Terna, non ai distributori, non allo Stato o all’ARERA. No: ai fornitori finali, l’anello più debole della catena. Siamo costretti a lavorare ma siamo stati dimenticati, per il momento, dalle sospensioni e dalle agevolazioni fiscali. Ma questo non basta, questo non è abbastanza.

Gli attacchi che subiamo ogni giorno

Perché oltre a non poterci fermare, oltre al dover onorare i costi e fornire un servizio veramente ESSENZIALE, dobbiamo subire di tutto. Critiche e attacchi da tutte le direzioni. I nostri nemici sul campo, oggi più che mai, sono le fake news. Dobbiamo combattere contro il populismo imperante e ignorante cavalcato da politici senza scrupoli in cerca di facile notorietà. Dobbiamo addirittura avere a che fare con alcuni comuni e con le stesse Poste Italiane, che invitano a differire il pagamento delle bollette oppure direttamente a sospendere il pagamento delle bollette.

E allora, qual è questo paradosso?

Eccolo qui, il paradosso: forniamo e continuiamo a fornire un servizio essenziale, ma la gente a cui forniamo questo servizio viene aizzata contro di noi. Ai nostri clienti viene detto di non pagare le bollette, di usufruire gratuitamente del servizio che forniamo dando sempre il 100%. Ai clienti viene detto di far venire meno la nostra principale fonte di guadagno, che ci permette di rimanere in piedi e continuare a fornire il servizio essenziale di cui sopra. Continuiamo a lavorare, continuiamo a tenere in piedi la nostra struttura, continuiamo ad avere relazioni con i nostri fornitori e a pagarli, continuiamo a pagare le tasse. E cosa riceviamo in cambio? Notizie fuorvianti, tendenziose, false.
Sarebbe come se un supermercato, altro servizio essenziale in questo momento difficilissimo, continuasse a rifornire i propri scaffali, continuasse ad avere relazioni con i propri fornitori, a pagarli, a pagare le tasse. E sarebbe come se la gente andasse a fare la spesa, comprando quanto necessario pretendendo però di non pagare quello che acquista e che consuma. Siamo tutti grati ai supermercati che tengono duro e non chiudono, vero? Siamo tutti d’accordo che è giusto pagare quello che acquistiamo (spesso in maniera maggiore di quello che serve)? Certo che siamo tutti d’accordo. E perché per l’energia dovrebbe essere differente?
Ma NOI non ci arrendiamo: NoiEnergia è sempre sul pezzo, sempre vicina ai suoi clienti, sempre attenta a fornire supporto, a fornire informazioni alla sua comunità e a impegnarsi sul territorio e per il territorio. Siamo determinati a continuare a costruire il nostro sogno, quel sogno che stiamo costruendo con tanto impegno e fatica in questi anni. Siamo decisi a non farci sconfiggere da nessuno.

Cambia la tua vita,
investi nel settore del futuro,
diventa il fornitore di luce e gas della tua citta!


Ma…da questo paradosso si può uscire?

Fortunatamente, però, qualche luce in fondo al tunnel si sta iniziando a vedere. Dopo il mio contributo alla creazione ASSIUM, l’Associazione Italiana degli Utility Manager, NoiEnergia è stata parte della creazione di ARTE, un’associazione che riunisce tantissimi fornitori e che ha portato le istanze e le necessità del nostro settore presso gli organi competenti. Abbiamo accolto con particolare piacere le parole del senatore Girotto, presidente della X commissione del Senato, che ha parlato della necessità di far sì che i fornitori di energia non perdano liquidità in caso lo Stato decida per la sospensione del pagamento delle bollette, facendo si che il peso dell’intera filiera ricada sullo stato e non sui fornitori finali, l’anello più debole e più prossimo al rapporto con il consumatore.
Non chiediamo altro che di poter continuare a tenere aperto il nostro supermercato.
Non voglio andare oltre, non voglio diventare prolisso, anche se ci sarebbe ancora tanto da dire.

Quello che mi auguro

Voglio quindi pensare positivo. Perché mi auguro che questa situazione possa aiutare tutti gli addetti ai lavori a rendersi conto di quanto sia iniquo e sbagliato, in questo momento, il modello costruito con il mercato da parte dell’autorità dell’energia, che scarica sulle società di vendita il peso dell’intera filiera. Mi auguro che si possano solidarizzare le situazioni di morosità che si vengono a creare. Mi auguro che emergano nuovi modelli che possano intervenire a cambiare la gestione dell’intero mercato dell’energia, facendo sì che una situazione di emergenza come questa aiuti a cambiare radicalmente il mercato, favorendo una vera concorrenza che porti solo benefici ai consumatori finali.
Focalizziamoci sull’emergenza sanitaria oggi e risolviamola, ma già da domani iniziamo a ragionare sull’emergenza economica. Una sfida difficile da affrontare, che si potrà vincere solo se la si guarda e la si affronta con occhi diversi, proiettati al futuro. D’altronde se il mondo è cambiato in 30 giorni non possiamo pretendere di affrontare le sfide con lo stesso approccio di ieri.Il par

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