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Come prevedibile, la notizia fatta circolare negli scorsi giorni di un ribasso delle bollette di luce e gas ha fatto scalpore e fatto parlare tanto, sia online sia offline.

Per quei pochi che non sanno quale sia l’argomento in questione, dal primo aprile le bollette di luce e gas vedranno una riduzione dell’8,5% sulle bollette di energia elettrica e del 9,9% sulle bollette del gas, come comunicato dall’Arera. E a quanto pare, nonostante la data non si tratta di uno scherzo.

 

In cosa consiste la riduzione delle bollette?

 

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Dopo i livelli massimi toccati nel corso del 2018, questa riduzione è dettata dal fatto che, come spiegato dalla Autorità, “le riduzioni sono prevalentemente legate alla contrazione dei prezzi delle materie prime nei mercati all’ingrosso dell’energia, nazionali ed internazionali”.

Traduzione:è calata la spesa per l’energia poiché è calato il prezzo di acquisto dell’elettricità. Il calo in bolletta, però, è mitigato da un aumento degli oneri di sistema. Oneri di sistema che sono parte di quei costi fissi che concorrono per il 55% sul totale della bolletta. Questi oneri sono considerati una vera e propria tassa occulta, attraverso la quale gli utenti continuano a sostenere i costi più disparati, dagli incentivi alle fonti energetiche rinnovabili alle agevolazioni dirette alle imprese energivore, dallo smantellamento delle centrali nucleari alle tariffe particolari a favore delle ferrovie.

Le stime di risparmio, secondo l’Unione Consumatori, sono pari a 168 euro su base annua, di cui 50 euro per la luce e 118 euro per il gas. Una riduzione ritenuta “insufficiente” da parte del Codacons. Eppure c’è un ma. Il calo del del prezzo è puramente teorico, visto che fra qualche giorno gli impianti di riscaldamento verranno spenti in quasi tutta Italia.

risparmio bollette

La politica è contro l’efficienza economica?

 

Non sta a me stabilire se, come sostiene la prima pagina di Repubblica, questo calo delle bollette sia una mossa elettorale o meno. Non credo proprio che sia questo il caso: l’Arera, infatti, non ha discrezionalità nell’aggiornare il costo delle bollette. Il meccanismo che correla bollette e andamento dei mercati, infatti, è governato da un algoritmo alquanto rigido.

Quello su cui voglio porre l’attenzione è la polemica scaturita dall’attribuzione di questa riduzione, che una volta di più mostra in maniera un’evidenza impossibile da smentire. Quale? Eccola qui. I consumatori sono favoriti dal mercato libero e dalla libera competizione. Ebbene sì: è questa  la situazione in cui si trova il vero vantaggio, non un mercato tutelato. Mercato che, in teoria, dovrebbe essere a favore dei consumatori stessi ma che è influenzato dagli andamenti umorali della politica e delle lobby. Nel mercato libero, infatti, i prezzi sono al ribasso da diverso tempo, poiché stabiliti sulla base di previsioni dell’andamento dell’energia (che, tra parentesi, è in calo da mesi). E pensare che lo stesso mercato libero non è affatto perfetto.

Il regime di tutela rimette le scelte nella mani dei politici e della politica, penalizzando così i consumatori tutti. Peggio: si vanta di aver contribuito a far passare una cosa normale come un “miracolo”. La solita, noiosa, stancante cantilena di chi sostiene che la concorrenza non serva.

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