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Oggi riprendo fedelmente un pensiero di Brunello Cucinelli, un imprenditore che bisogna leggere ed ascoltare così com’è senza nessun intervento editoriale. Un pensatore moderno che mi ispira quotidianamente e che leggo sempre con molto piacere, con questo post copio fedelmente un suo articolo e lo metto a disposizione dei vostri pensieri.

L’ARMONIA , FLESSIBILE E GENEROSA

Nella lingua greca classica Armonia è una dea, talmente legata al suo sposo, che accetta di essere trasformata piuttosto che separarsi da lui. Non è un caso se questo concetto di “legame” lo si ritrova nel significato della parola greca “armozein”, che appunto significa “unire”, “collegare” “connettere”. Pochi concetti come quello di “armonia” sono flessibili e generosi. Se tutte le parti di una creazione naturale o artificiale sono proporzionate tra loro e nell’insieme, se i loro collegamenti sono melodiosi e graziosi, quella creazione sarà armonica, come possono esserlo una musica, un’architettura, una scultura, una poesia. E così noi stessi, quando la nostra anima è in sintonia con il nostro corpo, ed entrambi, corpo e anima, sono connessi al Creato, siamo in uno stato di Armonia interna ed esterna. Armonia: questa parola tanto antica è tornata oggi prepotentemente alla ribalta con la Tecnologia, una nuova “divinità” contemporanea dall’etimo antico, che oggi grazie a internet significa “connettere”. Come i nostri padri durante la rivoluzione industriale tra la fine del Settecento e primi dell’Ottocento, viviamo oggi un entusiasmo screziato di timori. Cambieranno i significati della vita? Sono certo di no: basta che l’umanità della parola antica sopravviva in quella odierna. Se i connessi di oggi ricorderanno di essere persone umane, resistendo all’attrattiva disumanizzante delle macchine, il presente vivrà nell’Armonia e il futuro nella Speranza.

SPERANZA E SUA FIGLIA L’ATTESA, GENERATRICI DI BELLEZZA

Anche Speranza fu una dea greca, l’ultima in grado di salvare l’uomo dopo che era stato aperto il vaso di Pandora e tutti i mali del mondo erano usciti a desolare la terra. Di Speranza, ultima dea, è figlia l’Attesa, che noi amiamo, perché genera i valori. Nulla di quanto è nel mondo nacque in un attimo. Le colonne eroiche con le quali fu celebrata la grandezza di Roma furono costruite con i marmi che erano induriti e divenuti traslucidi nel corso di milioni di anni, e per questo sono eterne e belle. Come è più bella, in montagna, l’acqua di una sorgente che disseta coloro che giungono alla fine di un lungo cammino. Oggi forse non sappiamo più attendere, e tutto è meno bello, perché non sempre è conquistato a fatica. Son convinto che l’Armonia e la Speranza generino la bellezza perché hanno i loro tempi, non si affrettano. Nell’Armonia immaginiamo le cose che ancora non abbiamo, e sono le più belle. Anche se si fatica a crederlo, il piacere della vita è proprio qui, quando desideriamo, piuttosto che non dopo, quando avremo. I sogni generati dall’attesa sono come le idee e, come riteneva Platone, le idee sono più belle delle cose reali.

IL PENSIERO CHE NE CONSEGUE

Il futuro del mondo oggi, l’ho detto, per qualcuno è a volte fonte di un certo mal d’animo. Invece no, io sono convinto che se porremo nuovamente Armonia e Speranza sugli altari, se riconquisteremo il piacere dell’attesa e della gradualità, dai nostri occhi cadrà la benda che ci nega la bellezza del Creato e la visione di un futuro radioso, per tutti gli uomini, dove il profitto sarà dono, dove la moderazione sarà madre, dove ogni uomo potrà liberamente scegliere, fratello fra i fratelli, la terra dove stare bene, e dove magari altri uomini, se lo desiderano, potranno trascorrere la loro intera vita nei luoghi dei loro padri. Brunello Cucinelli

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