PUN Index GME 2026: Come Interpretarlo per Scegliere la Tariffa Giusta

INDICE DEL CONTENUTO

Cos’è il PUN Index GME (e cosa cambia dal 2025)

Il PUN Index GME è l’indice di riferimento del mercato elettrico italiano: rappresenta il prezzo dell’energia elettrica scambiata sul
Mercato del Giorno Prima (MGP) della Borsa Elettrica. È calcolato dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) e pubblicato con frequenza regolare.

Nota importante

Dal 1° gennaio 2025 la dicitura ufficiale è “PUN Index GME”: nella pratica, per il consumatore, il concetto resta quello dell’indice che
“muove” molte offerte a prezzo variabile (indicizzate).

In bolletta e nelle condizioni economiche, potresti ancora leggere “PUN” per abitudine commerciale: quello che conta è verificare
quale indice viene usato e con quale regola (media mensile, fasce orarie, ecc.).

Come si calcola e dove trovare i dati ufficiali

Il PUN Index GME è un indice pubblicato dal GME all’interno dei risultati del mercato elettrico (MGP). Per seguirlo in modo corretto nel 2026,
ti servono due cose:

  • Il dato ufficiale (giornaliero/orario o aggregato): utile per capire la direzione del mercato.
  • La regola contrattuale della tua offerta: nella maggior parte delle offerte retail, il prezzo energia viene applicato come
    media mensile del PUN Index GME (non il valore “di oggi”).

Passi rapidi (2 minuti)

  1. Vai alla pagina ufficiale GME dedicata al PUN Index GME e/o agli esiti MGP.
  2. Guarda il valore dell’ultimo periodo disponibile e confrontalo con i mesi precedenti (trend).
  3. Apri la tua offerta e individua: indice + spread + eventuale perdita di rete / fasce.

Suggerimento pratico: quando confronti fisso vs indicizzato, ragiona sempre su un orizzonte 6–12 mesi e non su un singolo giorno.
Le oscillazioni giornaliere sono normali nel mercato elettrico.

Come interpretare l’andamento nel 2026

“Leggere il PUN” non significa indovinare il futuro, ma capire che tipo di rischio stai scegliendo:
con l’indicizzato accetti che il prezzo energia segua il mercato (e quindi possa salire o scendere).

Tre segnali utili (senza complicarsi la vita)

  • Trend mensile: se la media mensile sale per più mesi, l’indicizzato tende a diventare più caro nel breve.
  • Volatilità: oscillazioni ampie = bollette meno prevedibili (attenzione se hai budget rigido).
  • Stagionalità: spesso i consumi cambiano tra estate/inverno; valuta la tua curva di consumo.

Mini-regola “da cucina”

Se ti interessa soprattutto stabilità → fisso.
Se vuoi sfruttare possibili ribassi e tolleri oscillazioni → indicizzato.

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Tariffe indicizzate vs fisse: pro, contro e casi pratici

Tariffa indicizzata (variabile)

  • Pro: segue il mercato, può scendere quando i prezzi all’ingrosso scendono.
  • Contro: se il mercato sale, sale anche la tua componente energia.
  • Da controllare: spread, regola di indicizzazione (mensile / fasce), eventuali componenti fisse.

Tariffa fissa

  • Pro: prezzo energia stabile per la durata prevista (maggiore prevedibilità).
  • Contro: se il mercato scende, potresti pagare più del variabile.
  • Da controllare: durata del fisso, condizioni di rinnovo, eventuali costi fissi mensili.

Casi pratici (rapidi)

  • Famiglia con consumi elevati + budget rigido → spesso preferisce fisso per ridurre sorprese.
  • Single/coppia con consumi moderati + flessibilità → può valutare indicizzato, soprattutto se lo spread è competitivo.
  • Chi cambia spesso fornitore → può usare l’indicizzato come “ponte” e passare al fisso quando trova condizioni migliori.

Checklist rapida: quale tariffa scegliere




Se vuoi fare un confronto “pulito”, usa sempre documenti ufficiali dell’offerta (Scheda di confrontabilità / Condizioni economiche) e ragiona sul totale annuo stimato.

Errori comuni (che falsano il confronto)

  1. Guardare il PUN di oggi e pensare che sia il prezzo che pagherai: molte offerte applicano la media mensile.
  2. Ignorare lo spread: due offerte indicizzate possono essere molto diverse se cambiano spread e costi fissi.
  3. Confrontare solo €/kWh: il totale in bolletta include trasporto, oneri, imposte e quote fisse.
  4. Non considerare la durata: un fisso “buono” oggi potrebbe diventare meno competitivo al rinnovo.

FAQ: come leggere PUN e capire lo spread

Il PUN Index GME è uguale al vecchio PUN?

Dal 2025 cambia la denominazione ufficiale e il riferimento normativo/di pubblicazione, ma per il consumatore l’idea resta la stessa:
è l’indice di riferimento del prezzo all’ingrosso usato da molte offerte variabili.

Che differenza c’è tra “PUN” e “prezzo in bolletta”?

Il PUN Index GME è un indice. Il prezzo finale in bolletta include spesso:
indice + spread (parte energia) + quote fisse + componenti regolate (trasporto/oneri/impioste).

Cos’è lo spread in un’offerta indicizzata?

È una maggiorazione (o differenziale) applicata dal fornitore all’indice: in pratica è una parte del margine/costo commerciale.
A parità di indice, spread più basso tende a rendere l’offerta più competitiva (ma controlla anche le quote fisse).

Dove posso controllare il valore ufficiale del PUN Index GME?

Sul sito del GME (Mercato Elettrico) nelle sezioni dedicate agli indici e agli esiti del mercato MGP.
Nelle “Fonti ufficiali” qui sotto trovi i link diretti.

Fonti ufficiali (GME, ARERA, Portale Offerte)

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Saverio Bufi

Nella mia vita ho messo al centro la persona, la fiducia, la dignità professionale valori che guidano ogni mia scelta. Credo che il lavoro dell’operatore energetico meriti più rispetto, più metodo e una nuova narrazione.