Comunità energetiche condominiali: chi decide, chi paga e chi guadagna

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INDICE DEL CONTENUTO

Le comunità energetiche rinnovabili (CER) stanno emergendo come una soluzione innovativa per la gestione dell’energia nei condomini. Ma chi sono i protagonisti di questo sistema? Chi decide, chi paga e chi guadagna?

Questa guida pratica offre un quadro chiaro per cittadini e amministratori, affrontando il quadro normativo, le differenze tra autoconsumo collettivo e CER, e il ruolo cruciale dell’amministratore e dell’utility manager.

Che cosa sono le comunità energetiche condominiali?

Le comunità energetiche condominiali si riferiscono a gruppi di residenti che collaborano per produrre e consumare energia rinnovabile, tipicamente attraverso un impianto fotovoltaico condominiale condiviso. Queste iniziative concorrono all’autoconsumo collettivo e offrono anche vantaggi economici e ambientali significativi.

La sostanziale differenza tra autoconsumo collettivo e CER:

– Autoconsumo collettivo: i condomini possono utilizzare l’energia prodotta da impianti condivisi per il proprio consumo, ma senza la formalizzazione di una comunità energetica.

– Comunità energetica: in questo caso, l’energia prodotta viene gestita in modo più strutturato, consentendo una redistribuzione più efficace degli incentivi e dei risparmi.

Chi decide?

La decisione di costituire una comunità energetica spetta all’assemblea condominiale. A partire dal 2024, è sufficiente la maggioranza semplice per approvare l’installazione di un impianto fotovoltaico sulle parti comuni, a condizione che non comprometta il decoro architettonico dell’edificio. Questo rappresenta un passo significativo verso l’adozione dell’energia rinnovabile nei condomini.

Chi paga?

I costi associati all’installazione e alla gestione dell’impianto fotovoltaico sono generalmente suddivisi tra i membri della comunità energetica. Tuttavia, la redistribuzione degli incentivi del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) gioca un ruolo fondamentale:

  1. Calcolo degli incentivi: il GSE determina l’incentivo totale per il condominio in base all’energia condivisa.
  2. Bonifico al referente: il GSE effettua un bonifico al referente stabilito (ad esempio, l’amministratore), il quale gestisce la redistribuzione dei fondi.
  3. Suddivisione dei costi: ogni condòmino riceve una quota degli incentivi in base alla propria partecipazione ai costi e al consumo di energia.

Chi guadagna?

I benefici derivanti dalla creazione di una comunità energetica sono molteplici:

– Risparmi sui costi energetici: i condòmini possono ridurre significativamente le spese per l’energia.

– Aumento del valore immobiliare: un impianto di produzione rinnovabile migliora la classe energetica dell’immobile, rendendolo più attraente in un mercato immobiliare che presta sempre più attenzione alla sostenibilità.

– Incentivi economici: la redistribuzione degli incentivi GSE rappresenta un ulteriore vantaggio economico per i membri della CER.

– Creazione di una comunità: non ultimo, il vantaggio di creare una comunità che collabora in modo coeso al raggiungimento di un obiettivo condiviso.

Possiamo quindi affermare che a guadagnarci è l’intera comunità energetica condominiale. Un impianto ben dimensionato, infatti, può far risparmiare a ogni condomino tra i 150 e i 700 euro l’anno, tra riduzione della quota condominiale e bolletta privata, in base a come viene strutturato il progetto.

Quadro normativo

Negli ultimi anni il quadro normativo italiano ha compiuto progressi significativi, consentendo alle Comunità Energetiche Rinnovabili di diventare pienamente operative. Il recepimento delle direttive europee e l’adozione dei decreti attuativi hanno chiarito i requisiti per la loro costituzione, le condizioni di accesso agli incentivi e le modalità di misurazione e valorizzazione dell’energia condivisa.

Nel 2026 il sistema di incentivazione risulta ormai stabile e prevede una tariffa dedicata all’energia condivisa, contributi a fondo perduto in specifiche aree – soprattutto nei piccoli comuni  – e procedure autorizzative semplificate per gli impianti di piccola e media potenza. Per i condomìni, questo si traduce nella possibilità di programmare gli interventi con maggiore certezza economica e normativa, limitando il rischio degli investimenti.

Il ruolo dell’amministratore e dell’utility manager

L’amministratore condominiale ha un ruolo cruciale nella gestione delle comunità energetiche. Deve guidare l’assemblea nella decisione di costituire una CER e garantire che tutti i membri comprendano i vantaggi e le modalità di partecipazione monitorando, nel tempo, l’andamento della comunità energetica. In questo contesto, l’utility manager diventa una figura chiave, portando competenze tecniche e simulazioni in assemblea per facilitare il processo decisionale.

Conclusioni

Le comunità energetiche condominiali rappresentano un’opportunità unica per ridurre i costi energetici e contribuire a un futuro sostenibile. Con un quadro normativo sempre più favorevole, è fondamentale che cittadini e amministratori comprendano i meccanismi di funzionamento e i vantaggi di tali iniziative. Per capire, invece, quali sono i passaggi per aprire una CER vi rimandiamo al seguente articolo, una guida pratica che vi accompagnerà passo dopo passo, Come Aprire una CER: Guida Pratica per Comuni e Utility Manager.

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Saverio Bufi

Nella mia vita ho messo al centro la persona, la fiducia, la dignità professionale valori che guidano ogni mia scelta. Credo che il lavoro dell’operatore energetico meriti più rispetto, più metodo e una nuova narrazione.